Analisi Tecnica

Compiere una analisi tecnica significa studiare l’evoluzione dei prezzi di prodotti finanziari o di beni reali quotati, per prevederne l’andamento futuro. Chi effettua operazioni di trading analizza i movimenti del mercato in base alla tesi che al verificarsi di determinate condizioni gli investitori tendono a ripetere le proprie azioni: questo è il motivo per il quale gli analisti si servono di grafici e statistiche su cui basano le negoziazioni. I mercati interessati all’analisi tecnica non sono solo quelli in cui si scambiano titoli di capitale a rischio ma anche i mercati obbligazionari e valutari.

La teoria Dow
Le moderne tecniche di analisi tecnica che stanno alla base delle interpretazioni dei dati, sono nate dalla teoria elaborata da Charles Dow, giornalista e fondatore della Dow Jones Company e del quotidiano Wall Street Journal. L’analista americano ha determinato i principi su cui si basa l’analisi tecnica:
Il prezzo sconta le notizie: ogni informazione divulgata si riflette sul prezzo
Esistono tre trend:
– Primario (dura almeno un anno e può essere rialzista (primario Toro) o ribassista (primario Orso);
– Secondario (da alcune settimane ad alcuni mesi), influenza quello primario. Il trend primario e quello secondario riflettono le attese del sistema economico.
– Terziario o inferiore: rappresenta la fluttuazione nel breve periodo
Gli indici si confermano a vicenda: il trend del settore deve essere confermato da quelli collegati
I trend devono essere confermati dai volumi: nel mercato Toro gli scambi saranno elevati durante il rialzo mentre la tendenza diminuisce se i massimi dei prezzi sono correlati a volumi diminuiti. In un mercato Orso (calante), invece, gli scambi aumentano al calare dei prezzi e si riducono se recuperano.
Una tendenza rimane rialzista o ribassista fino a che non c’è prova dell’inversione

Indicatori e oscillatori
Tra gli strumenti utilizzati in analisi tecnica sono presenti, a sostegno dei grafici, alcuni modelli matematici e statistici. Un ruolo importante è svolto dagli oscillatori la cui funzione è quella di segnalare l’indebolimento di una tendenza, tra minimo e massimo, all’interno di bande definite. Gli oscillatori individuano gli eccessi di domanda (ipercomprato) e di offerta (ipervenduto): per esempio l’oscillatore nell’area dell’ipercomprato indicherebbe una tendenza rialzista a cui potrebbe subentrare una correzione fisiologica. Se, invece, l’area di oscillazione riguarda l’ipervenduto, l’indicazione è quella di flessione a cui, a causa dello stress, potrebbe seguire una risposta fisiologica di rimbalzo. In entrambi i casi devono essere analizzate la realizzazione della salita e della discesa e le rispettive divergente positive e negative rispetto agli andamenti dei prezzi. Indicatori e oscillatori dell’analisi tecnica si differenziano tra loro perché gli indicatori non si muovono secondo una scala valoriale definita, mentre i secondi oscillano in una banda di punti da 0 a 100 per indicare il posizionamento del prezzo di chiusura confrontato ai prezzi di chiusura del mercato all’interno di un determinato periodo.

Funzioni degli indicatori
Gli indicatori permettono di approfondire e analizzare con maggiore completezza i dati forniti dai grafici: le informazioni ottenute non danno sicurezze inoppugnabili e spesso possono essere interpretate in modo opposto, ma permettono di riconoscere situazioni favorevoli per le negoziazioni. La categorie a cui fanno capo questi strumenti comprendono Indicatori di Trend e in Assenza di Trend, quelli di Volume e quelli di Volatilità. L’utilizzo, in analisi tecnica, può avvenire come anticipatore di un andamento, come alert o come conferma di segnali di altri strumenti.

Leading indicators
Sono oscillatori in Assenza di Trend che segnalano la possibilità che si verifichi una inversione di tendenza. Questa previsione si fonda sulla rilevazione e l’analisi dei prezzi precedenti. Tra i molti a disposizione per l’analisi tecnica i più importanti sono: l’RSI (Relative Strenght) e lo Stocastico. Il primo misura gli eccessi del mercato mentre il secondo individua massimi e minimi. Altri, molto utili, sono Average True Range, Commodity Channel Index e Average Directional Index.

Lagging indicators
Sono indicatori di trend che individuano tendenze già realizzate. Fanno parte di questa tipologia gli indicatori tecnici Media Mobile (semplice, ponderata, esponenziale), M.A.C.D. (che si calcola su tre medie mobili esponenziali) e Parabolic Sar che conferma i trend.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.